Finalmente qualcuno ci è arrivato!!!.
Per risolvere il problema dei rifiuti non bisogna trovare il modo di riciclarli, ovvero ammettere la produzione di rifiuti, ma piuttosto impegnarsi per eliminarli.
Pare che Fonti di Vinandio, nei prossimi mesi, inizerà la distribuzione di 50 milioni di confezioni di bioplastica, ovvero di bottiglie che, anche se abbandonate in un prato, spariscono nell’arco di 12 mesi.
La bioplastica in questione nasce dall’amido di mais e può essere smaltita in 80 giorni in un normale sito di compostaggio.
Si pensa che da queste premesse, a breve si arriverà alla bottiglia 100% biodegradabile, ovverro bottiglia+etichetta+tappo.
L’idea è sicuramente di quelle che rivoluzioneranno il mercato, non solo delle acque in bottiglia di plastica, che probabilmente convergerà in maniera univoca verso questa soluzione; ma anche e soprattutto per tutti quegli operatori che stanno a monte e a valle della filiera “PET bottle”:
I produttori di PET “vergine” avranno una netta battuta d’arresto, per effetto della ridotta richiesta;
A cui seguiranno i riciclatori di PET che non potranno più giocare sull’effetto “riciclo-trasformo-rivendo” perchè si ridurrà l’offerta di PET da riciclo, ad oggi utilizzato per fini diversi dalla bottiglia;
Ne risentiranno anche coloro che in questi anni hanno utilizzato il PET da rifiuto come combustibile, come materia prima per produrre capi d’abbigliamento (PILE) e/o come leva di marketing per attività eco-sostenibili.
Gli interessi in ballo sono molti, le lobby coinvolte altrettante, andremo a vedere se la NOBILE iniziativa di Fonti di Vinadio sarà più forte dei tanti interessi in campo.
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Mi presento sono un consulenta ed assagiatore di acque minerali mi interesso sui l’imballi che non siano a perdere ma che siano riciclabili. va molto bene la bottiglia bio degradabile che non inquini ma che non abbia costi aggiuntivi, di recupero.
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