OSTERIA RISTORANTE ALPINOSabato 05 Aprile 2008 ho constatato ancora una volta che muoversi in direzione opposta ai soliti luoghi stellati e riconosciuti in tutto il Mondo, spesso premia in termini di qualità - non sempre - prezzo e cortesia, molto più spesso.

Il budget è sempre quello dei 30 Euro che ormai sono la soglia in cui la qualità fa la differenza.

Questa volta è toccato alla Valle Po, ovvero, all’OSTERIA RISTORANTE ALPINO di Clelia Carle a Paesana, Frazione Calcinere 40.

Trovarlo non è stato facile perchè la frazione è oltre Paesana, ma vi assicuro che vale la pena perdersi nel buio della Valle Po.

Se parcheggiate davanti al locale potrete leggere sul muro della casa antistante un divertente divieto di scorribande con auto, scritto con il lessico della metà del ‘900 e potrete individuare una panetteria dove, già dalla prime ore del mattino, baldi alpinisti si approvigionano di focaccia calda.

Il locale si definisce bene come Osteria, pulito senza fronzoli con quel tocco di piedimonte che dà il nome alla nostra splendida Regione.

All’entrata fa bella mostra di se un carrello dei formaggi che mi ha subito convinto che avrei saltato il secondo per tastarli.

Andando in ordine riassumo brevemente il mio menù, rimandando a prossime spedizioni l’assaggio degli altri numerosi piatti, tutti invitanti e sfiziosi e non troppo legati al menù Vecchio Piemonte.

Antipasto: trippe al forno, ovvero le trippe in umido “del giorno prima” coperte di formaggio e pan grattato e passate in forno per farne la crosta.

Primo: risotto al vino bianco, mantecato con la toma….non scendo nei particolari, ma essendo un patito del riso dico solo che bisogna assaggiarlo; personalmente lo avrei fatto cuocere meno, ma la cottura standard nei locali è quella che ci hanno portato.

Secondo - carrello dei formaggi: scelta ottima e variegata, in particolare tra i formaggi della zona: Castelmagno stagionato, tomino di Melle fresco e stagionato…io ho preferito come al solito i più stagionati con miele, in alternativa anche la solita Cognà.

Dolce: cannolo al cioccolato bianco di Amedei, buono ma si poteva fare di meglio.

Nota positiva, non c’era tra ai dolci il super sfruttato tortino di cioccolato con cuore fondente, non se ne può più, lo fa anche la Ciobar…

Grande presenza di spirito della Signora Clelia e di tutto lo staff, un premio particolare al Cuoco Massimo (Decimo Meridio) che però alla fine non si è fatto vedere!!!!

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