Parte da Torino, in Piemonte, una possibile soluzione per combattere il carovita che sta assalendo l’Italia, secondo le statistiche condotte dall’Istat, il capoluogo piemontese risulta primo in classifica nei risultati delle città più care, facendo segnare un’inflazione del 3,4%.
Un primato che di certo non invidia nessuno e a cui nessuna città vuole essere abbinata, Torino quindi ha preso in mano la situazione, il Comune infatti si è attivato per trovare delle soluzioni a breve termine, la novità ???
Abbassare i prezzi di vendita, di alcuni prodotti, durante la quarta settimana del mese.
Sembra questa la proposta pensata e attivata in tempi brevissimi dal Comune di Torino, sarà infatti l’hamburger il primo prodotto che si abbassarà di prezzo, durante l’ultima settimana del mese, da un accordo con l’assessore al Commercio Alessandro Altamura, i prezzi della carne di vitello piemontese si dovrebbero abbassare a 8 euro al chilo.
Uno sconto del 10% su un prodotto di qualità , che permette così di risparmiare in parte su un prodotto che non deve mancare sulle tavole degli italiani, una bella iniziativa che di certo sarebbe da allargare ad altri prodotti fondamentali, come pane, latte, e altri insomma ai prodotti di necessità .
La presidente dell’Associazione Commercianti Maria Luisa Coppa ha affermato:
“Siamo pronti a trattare con l’amministrazione per studiare manovre che incidano sui prezzi; d’altronde i clienti sono la fonte di reddito e di vita dei commercianti e il fatto che il Comune di Torino voglia coinvolgere gli esercenti è positivo”.
Mentre Antonio Carta, segretario di Confesercenti per Torino e Provincia suggerisce:
“Ogni iniziativa che possa contenere gli aumenti è di per sé apprezzabile, tuttavia credo che risultati veramente significativi si possono ottenete solo se lo sforzo è comune e coinvolge tutti i soggetti pubblici e privati: lo Stato e gli enti locali con la diminuzione delle imposte e il blocco delle tariffe, i produttori, la logistica e la rete distributiva. Non si può però chiedere ai soli commercianti, anello finale di una catena ben più lunga, di farsi carico di un simile problema”.
Altro discorso invece per quanto riguarda il pane, a differenza della carne infatti presente in diverse qualità , il pane è prodotto con semplici ingredienti e sembra che i prezzi siano già contenuti al massimo, riuscirà quindi il Comune di Torino ad abbassare i prezzi nell’ultima settimana per un altro prodotto primario come il pane???
L’iniziativa è solo all’inizio ma di certo la terremo sotto controllo perche potrebbe diventare interessante da seguire anche nelle altre città !!!
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Ma allora questi “poveri” esistono? Veramente c’è bisogno di qualcuno che abbassi prezzi della carne l’ultma settimana?
E allora se i poveri ci sono, perchè io vado al mare il 31 marzo e non trovo più un (dico un!) posto libero per prenotare 3 settimane a Luglio in un residence, perchè vado mercoledì sera in un noto ristorante giapponese di Torino e devo prenotare l’ultimo (!!) tavolo, …
Non voglio dire che non esistono, ma forse che quelli che consideriamo poveri non lo sono (e iveri poveri andrebbero aiutati subito e in un altro modo!!) e che forse bisognerebbe ripensare il modo di utilizzare i soldi, perchè le macchine che circolano sono sempre di più, i telefonini anche, i televisori LCD pure, ma dobbiamo abbassare i prezzi????
Ultima nota: io compero la carne direttamente da produttore (una volta ogni 8-10 mesi, circa 50 kg) e la pago 8 euro al chilo. Unico investimento un freezer in cantina. Il pane me lo faccio con la macchina del pane.
Però: il mio telefonino è costato 69 euro 3 anni fa e funziona, la mia auto è una focus SW di 3 anni fa, faccio le vacanze al mare perchè ho una figlia piccola.
Difficile per me rispondere a questa domanda, visto che la mia attività è di parte, abbassare i prezzi l’ultima settimana potrebbe aiutare ma non risolvere,mentre invece bisogna capire come muoversi per uscire da questa crisi in modo definitivo.
Il commento di Davide anticipa le mie idee……
Lavorando a contatto diretto con i clienti posso confermare che Davide ha ragione: cellulari di ultima generazione, tv al plasma, sky, auto nuove ecome ogni fine settimana…weekend e questo lo fà una buona parte della gente che conosco.
Non vale per tutti ma la maggior parte si…
Il mio settore sono le carni e credeteci è difficile vendere il bollito e la tritata mentre il sottofiletto e altri tagli pregiati non li avanzo mai…
Un piccolo aiuto anche per noi commercianti: anche noi “tiriamo cinghia” e se i nostri clienti sono in difficoltà lo siamo anche noi come conseguenza, almeno noi piccoli negozi, questo non vale per i grossi centri.
Il cliente crede di comprare a prezzi vantaggiosi in questi posti ma deve stare attento e verificare sempre i prezzi stando attenti agli articoli “civetta” di richiamo.
Una soluzione di risparmio è quella di comprare solo le cose di cui si necessita e non il superfluo, magari con l’aiuto del memorandum di spesa che andrebbe rigorosamente seguito. Nei supermercati il rischio è quello di comprare molte più cose di quelle che servono, da noi visto che siamo specializzati in un settore si comprano normalmente le cose che servono e basta.
Sono un cliente anchio dei grossi centri e adottando questo sistema garantisco il risultato. buonanotte paolo melis
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